Ostia Antica (La bici)
Gli occhi sezionano le strade bianche,
dritte,
come il verde e l’ocra,
pianeggiante.
La mente torna alla casa di sempre,
come se fosse lì ancora,
tua madre,
all’ombra di un nocciolo,
dorme, con un libro sugli occhi,
e gli occhiali nelle mani.
Profumo di api e di fiori di campo,
e la bici che attraversa l’argilla,
le piccole conchiglie e la tua vita.
Tra verde e cielo,
un casolare lontano,
contadini da generazioni,
e tu, bambino e cittadino da una vita.
Gli aeroplani ti volano accanto,
il cuore accompagna le corse
e l’amore solca la gomma delle ruote.
E poi giù,
lungo il fiume puzzolente,
a caccia di topi e girini,
e della prima eccitazione.
Guerre di sassi e di sputi,
guerre di scuole o di quartieri,
la tua bici t’accompagna fino al liceo,
nelle strade di breccia
che s’asfaltano col passar degli anni.
Poi un giorno,
la lasci in un angolo,
e la polvere e la ruggine,
copriranno i suoi e i tuoi ricordi.
E le ragnatele ti invaderanno,
a poco a poco,
la vedrai,
sempre più lontana,
la tua bici e la tua città.
23-11-05
Solo per mettere un po' di musica... che sto imparando....

Ecco 'sto senzatitolo ... ringrazio Gilraen che mi ha aiutato a riportarlo alla forma iniziale.
IL FREDDO
I due camminavano vicini sul selciato. La strada stretta e buia del centro cittadino disegnava una leggera curva, e appena dietro il muro di un’antica casa si riusciva a sentire la musica di qualche locale ma non se ne vedevano le luci.
Gli occhi bassi dei due e il silenzio sembravano portarli a chilometri di distanza l’uno dall’altra. Il primo gelo entrava dentro i vestiti e ingobbiti dalla tristezza latente non riuscivano a sfiorarsi neanche con lo sguardo.
Sbattono i tacchi di lei sui sampietrini rintronando nelle orecchie dell’uomo. Le mani in tasca e gli occhi scuri persi in mille pensieri vaghi mentre continuano a rimbombare gli stivali della ragazza nella testa.
Cerca di non guardarli lui, di pensare ad altro ma tutto quello che riesce a farsi girare nel cervello è che la storia ormai è andata. Che non ce la fa a rimettere insieme i pezzi. Che è troppo tardi per ricucire le ferite. Che è troppo presto per dimenticare tutto quel che c’è stato prima.
Troppo.
Lei arriva all’auto, apre lo sportello e sempre senza parlare lo guarda. Finalmente gli occhi seri di lui la fissano ma le parole non sembrano voler uscire. “Vuoi che ti accompagno al cinema?”. Il ragazzo scuote la testa “No.Vado a piedi”.Ora lo sguardo della ragazza si fa preoccupato “Perché? Vieni che ti accompagno io no?” “No è meglio di no. Ciao. A domani”
Ancora esitazioni e mezze parole mentre passa un auto piena di ragazzetti pronti per la discoteca.
Diglielo che è finita. Diglielo. Diglielo.
“Ne parliamo domani dai… ciao.”, piuttosto di non incrociarla ancora si volta dalla parte opposta a dove deve andare. Lento e senza coraggio si allontana da lei mentre sente lo sportello che si chiude violento.
Si rigira e la vede abbassare il finestrino. Ancora una volta gli chiede spiegazioni e ancora una volta riceve mezze parole biascicate.
Poi le ruote che stridono mentre parte sgommando. Poi il silenzio. Il freddo.
Poi la solitudine.
I mille dubbi che l’hanno continuato a tormentare in tutti questi giorni
Poi…
19-11-05
I Tre Stadi

Eccolo!.. Lo scarabocchio di qualche settimana fa finalmente nel blog.. ne metterò altri così ci saran sia disegni che poesie che racconti... e chi più ne ha più ne metta!!!
D.
Preghiera in novembre
Santoddio ti prego,
spazza via i suoi occhi dalla testa,
spazza via i ricordi da dentro il cuore,
elimina col vento l’amore che ho raccolto,
e bruciami col sole l’ossigeno che ho avuto.
Santoddio ti prego,
riporta la neve e coprici l’estate,
riporta quel gelo e ghiacciaci il mio amore,
ed ogni desiderio allagalo di pioggia,
e lacrime su lacrime confondi con le nubi.
Santoddio ti prego,
perché ogni mio impulso è quello di chiamarla,
e tagliami le mani che toccano altre donne
e strappa via dal petto l’immagine di lei.
Se proprio non riesci o Santoddio ti prego,
sparisca tutto il mare e falla a me tornare.
IL BACIO (ANNA E GIANNI)
Fuori il caldo afoso d’agosto. Nel salone, i due ragazzi sul divano.
Stancamente si fanno passare addosso la pigra TV estiva.
Il profumo di lei è intenso nel naso e nel cervello di Gianni. Mezzo centimetro a destra si muove lui e le braccia con la pelle abbronzata dei due, si sfiorano. Si volta il ragazzo. La guarda indeciso e pauroso quasi. Finalmente incrocia lo sguardo chiaro di Anna e, trattenendo il respiro, si avvicina lento al bel viso.
Il contatto di un momento. Le labbra morbide premono le une contro le altre per poi staccarsi rapide. Incerto Gianni la guarda silenzioso aspettandone una reazione.
La ragazza deliziata e sorpresa al tempo stesso dal gesto di lui, non sa far altro che inarcare un sopracciglio e sorridere maliziosa.
Un secondo interminabile e intenso, poi Gianni si alza dal divano fuggendo in un’altra stanza. Muto pensa e ripensa a quel gesto e alle sue conseguenze mentre si industria con legnetti e coppale.
Rimugina su cosa farà lei, se lo deriderà o peggio…se lo sapesse colei che non dovrebbe saperlo mai? Si tuffa il ragazzo nel suo hobby, col corpo e la mente tempestati dagli ormoni e le emozioni che si sovrappongono dopo quel semplice bacio.
La ragazza intanto tranquillamente si alza, ancora sorride di quella fuga, dell’innocenza di un ragazzo che pensava esperto e scafato e forse non era. Quando lo vede entrare e uscire dal salone rapido evitando il suo sguardo ride dentro. Al tempo stesso Anna è lusingata dal gesto che Gianni ha fatto, è attratta da lui, dalla sua maturità, dalla sua ironia.
Ride poi quando entra nella doccia, e lasciandosi rinfrescare dall’acqua violenta che cade, ascolta la musica alla radio a tutto volume.
Ancora col viso disteso e felice esce dalla cabina, asciugandosi poi pensa a cosa farà con Gianni.
Nel giro di mezzora con ancora i capelli umidi e la gonna deliziosamente leggera entra nella stanza di lui che neanche si volta, per evitar gli occhi grandi di Anna.
“Che facciamo ora? Non mi parli più? Non parleremo più per questo bacio?”
E ora è lui a sorridere mormorando un brevissimo “Si si…. Parliamo.”
Poi di nuovo si dividono. Ognuno in una stanza arrossati dal caldo e dalle emozioni che gli scorrono in corpo. La testa di Gianni pare stia per scoppiare quando inspirando, decide di alzarsi dalla scrivania.
Silenzioso entra nel salone, la fissa serio dall’alto in basso e lentamente si china su di lei. Gli occhi grandi e verdi di Anna non perdono mai di vista quelli quasi neri di lui. Piega di lato il capo Gianni, cercando il bacio che ormai tanto desiderano in due.
Anna non si scosta neanche di un millimetro. Al primo tocco delle labbra sembra rimanere rigida studiando le mosse del ragazzo, lo fissa, occhi negli occhi, seria e piena di malizia. Ancora lo sfiorarsi delle labbra… ancora… e ancora.
Gioca lui con la bocca color pesca di Anna dischiudendo la propria. Si scosta il giovane guardandola di nuovo negli occhi verdi. Le espressioni dei due si spengono di nuovo in un altro bacio e un altro ancora.
La luce passa timida dalle persiane chiuse, il calore investe i due e la passione bruciante e dolce non li lascerà più consumandoli in quell’estate splendida e uggiosa.
Gli occhi di Gianni e di Anna si inumideranno spesso ripensando a quello e a altri splendidi momenti e mai rimpiangeranno ciò che il destino gli ha portato.
14-11-05
Ci sarà in questa cazzo di vita un bottone per il rewind!!!
Il Muro (n.3)
Ricostruisco il muro,
mattone per mattone,
riempio i miei pensieri
di nera vibrazione.
Vorrei ma più non posso
entrare nel tuo cuore,
perdermi nei tuoi occhi,
cantarti del mio amore,
scivola come il sangue
vischioso sul terreno
la mano con la sabbia
morbida sul tuo seno.
Carta vetrata sento
vibrarmi sulla pelle,
nell’animo profondo,
nel cielo con le stelle.
Consumo la mia acqua
sul sole prigioniero,
oltre quel mare sogna
il mio cuore straniero.
07-11-05