LE STREGHE
Una bella famiglia
Storia di Sandra - Epilogo - Prima parte
D.
8-3-07
Fine
Una serata inaspettata [Storia di Sandra]
“Dai! Non stare a pensare sempre a quello lì! Esci con noi! Dai!”
Così Laura e Marina convinsero Sandra ad uscire quella sera. Un sabato come tanti. In un locale come tanti. Un discopub. Uno di quei posti dove si beve e si balla e dove, se vuoi, si chiacchiera come in un pub. Solo che quando c’è la musica a tutto volume e la calca della gente da mezzanotte alle tre allora è tanto che riesci a bere una birra.
E Sandra infatti era lì con un bicchiere di rossa in mano a sorridere stereotipata a chi le stava davanti, con il puzzo delle sigarette sui vestiti e il pensiero fisso di Antonio in testa, che non si faceva sentire da almeno una settimana.
Qualcuno le bussa sulla spalla, si gira e trova un ragazzone dagli occhi grandi e sinceri che le sorride “Ciao.” “Ciao…” “Non ti ricordi?” “Uh.. ehm… si…”
Si ricordava Sandra. Nervosa si sistemò un ricciolo ribelle dei suoi capelli nerissimi dietro l’orecchio per poi sorridere a quel vecchio amico. Era qualcuno con cui era uscita un paio di volte qualche mese prima. Prima d’Antonio. Prima che fosse investita totalmente da quell’uomo che non poteva avere completamente suo.
Una sigaretta, un’altra birra e tante chiacchiere. Fuori dal locale, perché dentro riuscivano a malapena a sorridersi.
”Ti ho pensato tanto in questo tempo.” “A me?” “E si… a te. Sei stata molto spesso nella mia testa… e nel mio cuore.”
Divenne una serata romantica. Quella che Sandra non si aspettava, si dimenticò di Antonio per quella sera. Si allontanarono dal locale per affrontare una notte piena di passioni. Arrivati a casa lui le sussurrò qualcosa che Sandra capì a malapena, o forse non volle capire del tutto “Ti amo Sandra. Ti voglio sposare.”
E poi baci, e carezze e le lenzuola che si aggrovigliano. E le mani che si sfiorano e che si graffiano e…
E la mattina dopo Sandra si ritrovò tra le braccia di Sergio. Quasi non ci credeva. Si sorrisero quando dalle persiane socchiuse entrava il rombo delle macchine della domenica mattina.
Si baciarono e lentamente, dolcemente di nuovo fecero l’amore. Poi con le guance arrossate e gli occhi lucidi Sandra chiese “Ma dicevi sul serio ieri sera?” “Certo che dicevo sul serio. Se tu vuoi io ti sposo anche domani. Sei la donna della mia vita Sandra. Ne sono sicuro.”
Sandra non credeva alle proprie orecchie. Rideva e piangeva al tempo stesso. Quando Sergio quella domenica uscì di casa scrisse immediatamente alle sue amiche come volesse chiedere conferma a loro che non stava sognando.
Poi mandò un sms a Sergio “Ridillo. Scrivilo che non mi pare vero.” E Sergio lo riscrisse.
Si rividero la sera. E la sera dopo. E la sera dopo ancora.
Antonio le mandò qualche sms a cui lei rispose con l’amaro in bocca. Era lontano. Era con lei, quindi poteva anche aspettare. Non avrebbe di certo pianto. Lui.
Una settimana dopo Sandra consegnò a Sergio le chiavi di casa. Vivevano insieme, o quasi. Si vedevano a pranzo quando lui lavorava vicino, si vedevano al bar con gli amici per l’aperitivo. Si vedevano a cena. E dopocena.
Poi una sera Sergio disse “Domani vado con Paolo e Diego a una festa. Non posso stare con te.”
”Non è che esci con una?” “Ma che dici? E’ una festa.”. E Sandra ridacchiando “Se… Tanto lo so che prima o poi…”
Sergio non le diede neanche il tempo di finire la frase. Getto a terra le chiavi cacciando un urlo di rabbia “Se fai così non potremo mai vivere come vogliamo!”.
Sandra non rispose, terrorizzata. Lui uscì imprecando e sbattendo la porta.
Altre volte Sandra fece delle battute di quel genere ma
Rimase così, a guardare la porta per minuti interminabili. Pensando che forse, se avesse scritto un sms ad Antonio, lui, gli avrebbe risposto…
[Continua]